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Dai dati dell’indagine emergono alcune problematiche che sostanzialmente confermano ciò che i dati nazionali dell’Istat e Inps più volte hanno evidenziato, ed altre problematiche che attengono più alla realtà di Nichelino.
In primo luogo esiste un grosso problema di reddito. In metà delle famiglie entra un solo reddito. Dai dati risulta chiara la correlazione fra reddito ed età: più si è anziani meno si guadagna.
Un terzo degli intervistati vive solo e di questi due terzi sono donne che hanno più di 75 anni.
Questo è il risultato di pensioni di partenza molto basse, in particolare per le donne, ma anche di un sistema di rivalutazione delle
pensioni inadeguato a far fronte agli aumenti del costo della vita. Per cui pensioni in partenza dignitose si sono svalutate nel corso
degli anni. Quasi il 46% del campione fatica per le spese ordinarie e le spese più tagliate sono quelle relative alla gestione della
casa: utenze, affitto, mentre la percentuale di chi non riesce a far fronte alle spese straordinarie sale al 70%.
Un serio problema sono le molte persone che vivono sole (un terzo circa) con tutto quello che ciò comporta in termini di
emarginazione sociale, soprattutto se queste persone, come si diceva, sono le più anziane e hanno redditi molto bassi.
Si evidenzia inoltre una mancanza di informazione in quanto la maggioranza degli intervistati dichiara di non conoscere l’esistenza
dei bonus o delle agevolazioni per sostenere le famiglie in difficoltà. Siamo quindi al paradosso che alcuni diritti non sono conosciuti
proprio da chi ne avrebbe più bisogno.
Più della metà del campione non usa lo SPID o non sa cosa sia. L’INPS dichiara che solo il 30% accede al sito nell’area riservata. In questo modo milioni di pensionati non hanno accesso al loro cedolino della pensione, alla certificazione unica IRPEF. o al certificato di pensione.
Viene evidenziato un problema per quanto riguarda la carenza dei trasporti, ma in generale viene evidenziato soprattutto per la difficoltà a raggiungere le strutture sanitarie.
Un altro problema meritevole di essere affrontato riguarda il 40% che non ha strumenti informatici e quindi non ha accesso a internet,
con tutto quello che comporta per accedere ai servizi essenziali o per formulare le richieste dei bonus.