SPI-CGIL Lega 12 - Nichelino Vinovo Candiolo

      

 

IL PUNTO
Massimo CiccozziIl professor Massimo Ciccozzi
è responsabile dell'unità di statistica medica
ed epidemiologia molecolare presso
l'Università Campus bio-medico di Roma.

VACCINARSI È MEGLIO

Immancabile, insieme all'autunno arriva anche l'influenza. La raccomandazione è quella di ricorrere al vaccino, soprattutto per le persone più fragili. Ce lo spiega l'epidemiologo Massimo Ciccozzi, che consiglia di tenere d'occhio anche Covid ed herpes.

Con l'autunno ritorna l'influenza, e la raccomandazione è sempre la stessa. Vaccinarsi, specie se si hanno più di 65 anni o particolari fragilità. L'arrivo a metà ottobre dei primi casi di influenza stagionale non deve preoccupare, ma è d'obbligo prendere precauzioni, anche perché quest'anno il virus arriva mentre si spegne la coda lunga del Covid, nella sua ultima. variante nota come "Stratos" che ha continuato a mietere contagi e va tenuta d'occhio. Anche qui, la raccomandazione dell'epidemiologo Massimo Ciccozzi è: vaccinarsi. «L'invito spiega è rivolto in particolare alla popolazione dai settant'anni in su, più soggetta a possibili conseguenze gravi, anche se il virus conferma la tendenza ad adattarsi al corpo umano e a infettare il maggior numero di persone, e non a uccidere».

La nuova variante Covid. Vaccinarsi è un imperativo, soprattutto per quanti non lo hanno mai fatto o non hanno avuto il Covid, anche se lo scienziato ritiene ormai improbabile che ci siano ancora persone di questo tipo in circolazione. Molto meno remota la possibilità che l'infezione abbia fatto il suo corso, lasciando i pazienti asintomatici. Confermati i sintomi lievi anche nella nuova variante: alterazione della temperatura che difficilmente raggiunge i 38 gradi, raucedine, mal di gola, tosse. Una sintomatologia che si risolve in cinque-sei giorni. «Più violento l'esordio dell'influenza, da non confondere con altre sindromi respiratorie similinfluenzali come il sinciziale respiratorio, il metapneumovirus, il rinovirus e il Covid». Difficile dire quando ci sarà il picco, «ma il volume dei contagi e i rischi per la popolazione, specie quella più anziana osserva Ciccozzi dipenderanno da vari fattori: l'andamento delle temperature e gli spostamenti delle persone, ma anche dai livelli di adesione alle campagne vaccinali, specie tra la popolazione anziana. L'anno scorso abbiamo registrato un calo dei vaccinati, anche per una comprensibile stanchezza dopo anni di allarmi per il Covid, ma non bisogna abbassare la guardia».

Bisogna però fare chiarezza: «I vaccini non evitano il contagio. Non è questa la loro funzione. Restano però l'arma fondamentale per contenere gli effetti peggiori dei virus»

Nessun rischio. Vaccinarsi per entrambi, influenza e Covid può avere dei rischi? É una possibilità da escludere -sottolinea l'epidemiologo-. La mia raccomandazione è però di fare i due vaccini ad almeno una settimana di distanza per un motivo semplice: l'inoculazione contemporanea di due vaccini a base virale potrebbe ingenerare qualche confusione nel nostro sistema immunitario, che potrebbe invece reagire in maniera più efficace con un minimo distanziamento temporale tra i due sieri». Va però sgomberato il campo dalla disinformazione: «I vaccini -spiega Ciccozzi- non evitano il contagio. Non è questa la loro funzione. Restano però l'arma fondamentale per contenere gli effetti peggiori dei virus», «L'unico strumento che può impedire il contagio -aggiunge- è la mascherina e il mio consiglio alla popolazione più fragile e agli anziani è di usarla in luoghi particolarmente affollati». Il fuoco di sant'Antonio. Infine, non vasottovalutato l'herpes zoster, specie per persone avanti con gli anni, immunodepresse o con alcune patologie come il diabete mellito, la broncopneumopatia ostruttiva o malattie cardiovascolari. Comunemente noto come fuoco di Sant'Antonio, è una patologia causata dalla riattivazione del virus varicella e può portare anche a conseguenze gravi, ad esempio se attacca il nervo ottico. «Raccomandiamo il vaccino anti herpes zoster a partire dai 65 anni di età, con una dose annuale se si tratta di vaccino attenuato (con l'agente infettivo ma non patogeno), oppure due dosi a due sei mesi di distanza tra loro nel caso di vaccino che sfrutta la tecnologia del Dna ricombinante».
a.f.

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