Probabilmente
Mauro Biani non poteva sintetizzare meglio l'arrivo del
nuovo anno nella copertina di questo numero. Forse non si tratta di una novità, ma il mondo sembra davvero contagiato
da una sorta di follia collettiva. In Ucraina, la guerra si trascina da quattro anni e nonostante gli "sforzi" del
presidente degli Stati Uniti, che millantava il potere di farla cessare in quindici giorni, salvo poi accorgersi -
parole sue - «che in realtà è un gran casino», continuano i bombardamenti e i combattimenti, con morti e feriti tra i
civili che aumentano di giorno in giorno. A gettare benzina sul fuoco di una già complessa situazione, ci si è messo
anche un ammiraglio italiano, presidente del comitato militare della Nato. Considerati i rischi che l'Unione europea
correrebbe, l'ammiraglio ha proposto un attacco preventivo contro Mosca, al quale ovviamente si guarderebbe bene dal
partecipare in prima persona, aggiungiamo noi. E sempre in Ucraina, dove le condizioni di vita sono già dure, vari
politici e imprenditori dell'entourage di Zelensky sono finiti sotto accusa per langenti. Intanto, anche a Gaza,
l'altro fronte caldo, che appare e scompare dai radar dell'informazione, nonostante la tregua, I bombardamenti
israeliani continuano e la situazione appare ancora molto confusa e lontana da una soluzione.
Che dire poi del protagonista assoluto di questi tempi, Donald Trump, che minaccia, impone dazi al mondo, demolisce parte della Casa Bianca, sproloquia in giro per il mondo, offende e insulta avversari politici e giornaliste, costruisce una realtà a suo piacimento e continua ad arricchirsi e a far arricchire parenti e amici, forte della sua posizione. E getta discredito sull'Unione europea, peraltro già di per sé priva di idee e dalla politica estera inconsistente, più simile ormai a un condominio rissoso dove ciascuno cerca in tutti i modi di tirare acqua al proprio mulino.
E poi ci sono i fatti di casa nostra. Il governo ha superato i tre anni di vita, ma continua ad avere poche idee e peraltro confuse e contraddittorie. Una destra che dipinge un paese dove tutto andrebbe bene, dove le persone starebbero meglio di prima, dove crescerebbero il lavoro e la sicurezza, ma poi una legge di bilancio che penalizza i più poveri, favorisce la sanità privata, non mette mano al problema dell'evasione fiscale. Anzi, largheggia in condoni. Una destra che prima approva la legge sui femminicidi e poi in Senato blocca la cosiddetta legge antistupro. Ma la politica tutta sembra allo sbando, opposizione inclusa. E ci si stupisce se alle ultime elezioni regionali ha volato un cittadino su qualtro. L'elenco sarebbe ancora lungo, ma fermiamoci qui. E prendiamoci un po' di tempo per riflettere su questo mondo che sta impazzendo. Sperando e operando affinché quello appena iniziato diventi l'anno della pace.